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La Fondazione intitolata a Giovanni Guarino Amella è stata
costituita per volontà dei figli dell’insigne uomo politico
siciliano il 21 settembre 1998, con atto pubblico, ed è stata
riconosciuta con Decreto dell’assessore reg. ai Beni culturali il 16
febbraio 2000.
La sua
istituzione è dovuta esclusivamente alla sensibilità civica, oltre
che culturale, degli eredi che hanno inteso così non solo onorare la
memoria del loro illustre genitore, ma soprattutto salvaguardare un
ingente patrimonio documentale di rilevante pregio storico,
accumulato nel corso della sua vita politica e professionale
dell’on. Guarino Amella: un uomo che ha illustrato in oltre un
trentennio di multiforme attività la storia siciliana, e la cui
forte e complessa personalità non ha certamente bisogno di essere
ricordata a chiunque abbia memoria dei fatti salienti della vita
pubblica nazionale – e segnatamente della nostra Isola – nel periodo
cruciale che determinò, a metà del secolo scorso, il consolidamento
dell’ideale autonomistico
siciliano.
Basta a tal fine
accennare all’opera svolta da Guarino Amella successivamente alla
caduta del Fascismo e alla restaurazione della vita democratica – e
fino alla sua morte, avvenuta prematuramente nel 1949, - all’interno
del Partito della Democrazia del Lavoro, dove fu fautore di
posizioni decisamente autonomistiche nel corso del I Congresso
regionale svoltosi nell’aprile del 1945, nonché come componente
della Consulta regionale siciliana, ed in particolare della
Commissione incaricata dall’Alto commissario per la Sicilia
Salvatore Aldisio di redigere un progetto di Statuto
regionale.
In tale
circostanza Guarino Amella manifestò con un suo progetto la decisa
propensione a connotare lo Statuto siciliano in senso fortemente
autonomistico col prevedere sia l’avocazione alla regione del
diritto d’imporre tasse e contributi, sia la ripartizione di
competenze fra stato e regione secondo un’impostazione di stampo
federativo.
Nella sua
proposta infatti restava attribuita in via generale alla
legislazione regionale una competenza esclusiva su quasi tutti gli
oggetti dio governo, lasciando alla legislazione dello stato solo
quella su alcune materie di irrinunciabile interesse nazionale:
posizione questa dallo stesso Guarino difesa in sede pre-costituente
di Consulta nazionale, organismo di cui egli successivamente fece
parte.
Questa intensa stagione della vita politica di Guarino
Amela, d’altra parte, si iscrive perfettamente nell’arco complessivo
di tutta la sua attività pubblica, ispirata dai valori di riscatto
sociale delle classi meno abbienti in una prospettiva di rinascita
civile ed economica dell’isola e della sua
gente.
Il disegno di un
effettivo sviluppo socio-economico della realtà siciliana in un
rinvigorito ambito di autogoverno locale, pur sempre nel quadro
dell’unità nazionale, era infatti nelle sue linee essenziali
prefigurato dai postulati di una riforma sociale a cui pure si
ricollega idealmente in qualche misura l’ispirazione politica di
Guarino; tale concezione fin dai primi decenni del Novecento aveva
caratterizzato la lotta contro il latifondo siciliano, il cui
mantenimento esprimeva in concreto l’egemonia delle posizioni
agrarie conservatrici, e aveva alimentato una crescente insofferenza
sociale nei confronti dello stato accentratore. In questa temperie
trova, infatti, coerente collocazione ai suoi esordi l’attività in
epoca pre-fascista dell’avvocato Guarino Amella – animatore delle
Leghe contadine nell’entroterra agrigentino per resistere alla
sopraffazione mafiosa – poi travasata in un orizzonte più ampio di
diretta esperienza amministrativa quale membro della Deputazione
provinciale di Agrigento, della quale divenne anche
presidente.
La recente Fondazione,
che ha la sua sede principale in Canicattì (Ag) – nella Villa
cosiddetta del "Buon Riposo", dove l’on. Guarino Amella soleva
trascorrere volentieri brevi periodi di stacco dagli impegni che
quasi ininterrottamente lo trattenevano nel suo studio professionale
di Caltanissetta e di Canicattì – ha inoltre una sede staccata nella
casa natale dello stesso, in Sant’Angelo Muxaro (Ag) – dove egli
nacque nel 1872 – ed è principalmente destinata a permettere la
consultazione del ricchissimo archivio privato dello scomparso, in
cui è radunata una mole di documenti quasi tutti inediti, fra cui
notevole è la corrispondenza manoscritta intrattenuta con le
personalità politiche di maggiore spicco del suo tempo, oltre ad un
profluvio di appunti, schede, relazioni e resoconti dei discorsi
pronunziati quale consultore e deputato in tre legislature prima del
Fascismo.
Guarino Amella,
secondo il suo costume di politico attento nell’indagare i fatti
socio-politici e culturali del contesto territoriale che lo aveva
eletto, fu inoltre un meticoloso raccoglitore di notizie e opinioni,
quali affioravano dalla straripante pubblicistica di carattere
provinciale e locale, testimoniata dagli innumerevoli organi di
stampa, giornali, periodici e fogli di varia provenienza e tiratura,
il più delle volte di carattere satirico – secondo una
caratteristica d’epoca nei "media" di breve circuito -, attraverso
cui l’opinione pubblica poteva in qualche modo esprimere la propria
partecipazione alla vita pubblica; cosicché l’emeroteca
dell’archivio della Fondazione può oggi annoverare l’incredibile
raccolta di circa 1300 testate a stampa, pubblicate dalla fine
dell’800 al 1949 (raccolta, questa, indubbiamente atta a ingolosire
qualunque ricercatore di sociologia della
comunicazione).
Alcuni
documenti rari dell’archivio della Fondazione sono già stati forniti
all’Assemblea regionale siciliana per la pubblicazione di quattro
poderosi volumi sulla storia dell’autonomia regionale e della
Consulta regionale siciliana, così come, con analogo spirito di
servizio culturale, la Fondazione ha donato alla Biblioteca della
Presidenza della Regione siciliana ben 35 annate della Gazzetta
Ufficiale dello Stato italiano di cui essa era
sprovvista.
Ma, come può
leggersi all’art. 3
dello Statuto della Fondazione, oltre alla diffusione di una
migliore conoscenza dell’opera e dell’attività di Giovanni Guarino
Amella – considerate nel panorama storico generale in cui egli
indubbiamente espresse un valido protagonismo per alcuni eventi di
rilevante spessore sul piano politico e giuridico – uno degli scopi
precipui dell’ente è quello di promuovere e svolgere un’attività di
studio, e più in generale d’intervento, mirata all’approfondimento
delle tematiche relative alla storia dell’autonomia regionale della
Sicilia e ai problemi politici e socio-economici del tempo in cui
Guarino Amella ebbe a operare. Tale iniziativa di promozione
culturale la Fondazione può perseguire, a tenore del citato
protocollo fondativo, sia direttamente, sia organizzando e
favorendo, d’intesa anche con enti scientifici, culturali ed
educativi italiani e stranieri, interessati alle tematiche
dell’autonomia regionale, apposite riunioni, convegni, seminari,
mostre, come pure attraverso l’istituzione di premi e/o borse di
studio.
In
particolare, a concreta dimostrazione della serietà di tale intento,
sta infatti la già avvenuta attribuzione dei premi stanziati per le
migliori otto tesi di laurea conseguite negli Atenei siciliani, che
illustravano l’attività svolta dall’uomo politico Giovanni Guarino
Amella, attribuzione avvenuta in Canicattì il 5 settembre
2000.
L’attività
culturale della Fondazione peraltro risulta garantita, al di là
dello scopo principale in tal senso espressamente dichiarato nello
Statuto, anche – e soprattutto – sotto il profilo dei concreti
contenuti, dalla funzione di consulenza svolta da un apposito
Comitato consultivo, previsto dall’art. 20 dello Statuto stesso.
Tale Comitato, oltre a esprimere pareri sui regolamenti e sulle
convenzioni che l’ente va a stipulare, esprime pareri su tutta
l’attività della Fondazione, e più in particolare sull’idoneità e
sulla realizzabilità degli studi, dei progetti e delle ricerche che
l’ente intende promuovere e finanziare. Evidentemente la garanzia
fornita dal Comitato consultivo riposa sulla riconosciuta capacità
di giudizio dei suoi componenti, scelti fra personalità affermate
nei campi giuridico, amministrativo, storico e sociologico, al fine
di esprimere e conseguire al meglio i valori fondativi che hanno
determinato la costituzione
dell’ente.
Consapevole
dell’affidamento che scaturisce da tale basilare adempimento, la
Presidenza della Fondazione ha già nominato i componenti del
Comitato consultivo nelle persone di eminenti docenti delle
università siciliane e di cultori di discipline storico-politiche di
chiara fama, la cui indiscutibile validità sul piano
scientifico-culturale è consegnata alla meritata fama di cui gli
stessi godono e costituisce la migliore garanzia di serietà
nell’apprestamento dei programmi di attività e di ricerca dell’ente.
Si tratta infatti degli storici proff. Giuseppe Giarrizzo,
dell’università di Catania, Francesco Renda ed Eugenio Guccione
dell’Università di Palermo, dello scrittore sicilianista Salvo di
Matteo, del prof. Franco Teresi costituzionalista dell’Università di
Palermo, della prof.ssa Gabriella Portalone, anch’ella docente di
Storia nell’Università di Palermo, i quali hanno tutti dichiarato il
loro entusiasmo nell’accettare la nomina, al fine di collaborare con
la Fondazione che porta il nome tanto prestigioso di Giovanni
Guarino Amella.
Risulta infine evidente nei fondatori dell’ente una sagace volontà
di non obliare il fecondo retaggio che dal passato viene
sollecitando una rinverdita consapevolezza dell’autonomia siculiana,
in cui Guarino Amella credette, perché credeva nella rinascita della
sua terra a partire dai siciliani stessi. Con la passione
pionieristica di chi, lottando nell’agone politico, si adopera
affinché un ideale di riscatto e di progresso divenga realtà per una
Regione – come la Sicilia – spesso volutamente marginalizzata nei
disegni dello sviluppo nazionale, Egli segnò col suo agire, assieme
ad altri eminenti personalità del suo tempo, un itinerario aperto:
questo percorso ancora oggi va ulteriormente esplorato, sia sul
piano teorico sia su quello della sperimentazione
politico-amministrativa, in una stagione del tutto nuova, come
quella odierna, fatta di realtà territoriali auto-propulsive e in
cammino, in un orizzonte ormai sovranazionale.
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